Partners 3.0

Semplifichiamo il complesso.

Seguici

Image Alt

Come farsi voler bene dai motori di ricerca

Come farsi voler bene dai motori di ricerca.

Come farsi voler bene dai motori di ricerca

Per capire il motore di ricerca Google è necessario considerare che al suo interno è presente uno strumento software Spyder di nome Google Bot: esso analizza, raccoglie e memorizza le informazioni del sito.

Per facilitare il lavoro dello Spider è necessaria la Sitemap, ovvero letteralmente la mappa del sito che facilita ai motori la scansione del sito favorendone l’indicizzazione. La Sitemap favorisce l’accesso più veloce anche ad altri tipi di informazione come l’ultimo aggiornamento sul sito web, dati sui contenuti, durata di un video o dimensioni dell’immagine.

Oltre a questo primo step, esistono altri fattori Seo Onpage ed Offpage per farsi voler bene dall’algoritmo di Google.
Tra i fattori Onpage, troviamo:

  • Ottimizzazione parole chiave, in particolare nel tag Title e meta tag description;
  • Ottimizzazione dei tag di intestazione;
  • Utilizzo di url “parlanti”;
  • Ottimizzazione dei documenti, immagini, link

I fattori Offpage, invece, sono:

  • Numero e qualità dei backlink
  • Utilizzo di landing page
  • Article marketing e comunicati stampa
  • Interviste con blogger
  • Social media marketing (a Google piace il fatto che si parli bene della realtà anche sui social)

L’evoluzione dell’algoritmo di Google porta alla creazione di diversi algoritmi con lo scopo di migliorare Google e l’esperienza dell’utente eliminando eventuali brogli accaduti nell’arco della storia. Tra questi, si ricorda l’utilizzo di parole chiave nascoste dello stesso colore della pagina per ottenere un miglior ranking sulla Serp, ecc.


L’evoluzione ha portato con sè nel 2013 una grande novità: l’algoritmo Hummingbird o Colibrì. Questo cerca di rispondere in maniera sempre più precisa alle richieste dell’utente raggruppando le parole chiave per pertinenza. In altri termini, non serve posizionarsi con diverse parole chiave singole, perché Google prova a interpretare frasi complete e più lunghe, confrontandole con dati precedentemente archiviati per fornire risultati sempre più precisi e personalizzati in funzione delle richieste dell’utente.

Una volta posizionati, non bisogna dimenticarsi di una variabile: Google ha come obiettivo facilitare l’esperienza dell’utente. Pertanto, se si ha effettuato l’accesso con il proprio account Google non è detto che il posizionamento raggiunto sia quello vero.

Google infatti, tramite l’IP, mostra in uscita i risultati anche in base alla posizione dell’utente e alle sue ricerche precedenti. Per toglierci questo dubbio, basta aggiungere nell’url alla keyword di ricerca il parametro “&pws=0” oppure, per alcuni casi, passare alla navigazione in incognito.

Post a Comment